Chiesa S. Maria Assunta – Provvidenti (CB)

Storia

Le origini della chiesa risalgono al Medioevo, quando sul sito attuale esisteva un edificio di culto di epoca gotica (XIV secolo), del quale si conservano ancora tracce lungo il fianco occidentale e nelle fondazioni dell’abside. Accanto alla chiesa sorse la torre campanaria, costruita nel 1380, caratterizzata da conci di calcare compatto e di grande valore storico-artistico. Nel 1727, duran- te la visita pastorale del vescovo di Larino Mons. Giovanni Andrea Tria, si decise la ricostruzione completa dell’edificio, che fu consacrato nel 1734. La nuova fabbrica, in stile barocco, venne realizzata con un impianto a navata unica e abside semicircolare, arricchita da volte, cupola e decorazioni in stucco.

Nel corso dei secoli la chiesa ha subito vari interventi strutturali e artistici, che pur conferendole un aspetto monumentale, ne hanno alterato l’assetto statico originario ad esempio, la sostitu- zione dei solai lignei con volte in muratura e la costruzione della cupola sull’abside. Di particolare pregio sono l’altare maggiore in marmo, i quattro altari laterali decorati con stucchi e capitelli corinzi, e l’antico lavacro presente nella sagrestia, testimonianza dei riti tradizionali dei fedeli. La torre campanaria, autonoma ma addossata alla facciata, conserva intatta la struttura originaria trecentesca, con scala interna in ferro e muratura a vista di grande fattura.

Condizioni Iniziali

Nel tempo, la chiesa è stata colpita da eventi calamitosi, ma il terremoto del 31 ottobre 2002 ha segnato il danno più grave, causando crolli e gravi lesioni che ne hanno compromesso la stabilità e portato alla chiusura al culto fino agli interventi. L’analisi storica e strutturale ha rivelato numerose vulnerabilità intrinseche, che hanno amplifi- cato gli effetti del terremoto. Le principali criticità risiedevano nella scarsa qualità della muratu- ra ”a sacco”, priva di collegamenti trasversali, e nella mancanza di sistemi di connessione come catene o cordoli di coronamento, che avrebbero garantito un comportamento scatolare dell’e- dificio. Inoltre, interventi storici, come la sostituzione di solai lignei con volte e la costruzione di una struttura interna all’abside per sorreggere la cupola (in gran parte scollegata dalle mura- ture perimetrali), avevano introdotto ulteriori discontinuità e debolezze. Il quadro fessurativo mostrava un rischio di ribaltamento delle facciate anteriore e posteriore, lesioni diffuse sulle volte della navata con un crollo parziale nella volta dell’abside, e un generale stato di sofferenza delle pareti laterali dovuto alla spinta degli archi e all’assenza di ammorsamenti efficaci.

Obiettivi di progetto

Riparare i danni strutturali e garantire la stabilità sismica dell’edificio. Ridurre la vulnerabilità sismica mantenendo la salvaguardia del bene monumentale. Migliorare il comportamento “a scatola” della struttura mediante connessioni orizzontali e rinforzi. Rimuovere le opere provvisionali e restituire l’edificio alla piena fruibilità.

Soluzioni adottate

Per consolidare la struttura e correggere le sue vulnerabilità, sono state adottate soluzioni tecni- che mirate per ogni elemento. Le murature sono state consolidate in modo diffuso attraverso la tecnica del ”cuci e scuci” per ricostruire le porzioni danneggiate, iniezioni di malta a base di calce per ridare compattezza interna e l’inserimento di diatoni artificiali per collegare efficacemente i paramenti della muratura a sacco. Per contrastare il rischio di ribaltamento delle facciate, sono stati inseriti tiranti in acciaio a diverse altezze, sia in senso longitudinale che trasversale, an- corati con piastre in ghisa. Al fine di garantire un comportamento scatolare, è stato realizzato un cordolo perimetrale in acciaio in sommità delle pareti, sul quale è stata ancorata la nuova copertura, interamente ricostruita in legno con capriate e un doppio tavolato incrociato per di- stribuire meglio le forze sismiche. Le volte della navata sono state rinforzate all’estradosso con l’applicazione di fibre di vetro (FRP), mentre per la volta dell’abside, oltre alla ricostruzione e al rinforzo, è stata creata una soluzione tecnologicamente avanzata: un giunto orizzontale con una piastra in acciaio e teflon per disaccoppiarla dalla parete di fondo e prevenire futuri danni da martellamento. Anche l’arco trionfale è stato consolidato con un tirante e fasce in FRP, dopo aver rimosso la pesante muratura di quinta che lo sovraccaricava con cordolo in acciaio.

Risultati

Le verifiche strutturali, eseguite confrontando lo stato di fatto con la condizione post-intervento, hanno dimostrato in modo inequivocabile l’efficacia delle soluzioni adottate. I risultati numerici evidenziano un drastico miglioramento della risposta sismica della chiesa per tutti i meccani- smi di collasso analizzati. Per il ribaltamento della facciata absidale, l’accelerazione di picco al suolo (PGA) sopportabile è passata da 0.129g a 0.270g, mentre per la facciata principale l’in- cremento è stato da 0.093g a 0.319g, valori che superano ampiamente la richiesta normativa di 0.189g. La risposta trasversale dell’aula, che rappresentava una delle maggiori vulnerabilità con un moltiplicatore di collasso di 0.160 (inferiore al minimo richiesto), ha raggiunto nella condizio- ne di progetto un valore di 0.222, rendendo la struttura sicura per questo meccanismo. Anche le volte della navata, inizialmente fragilissime con un moltiplicatore di soli 0.035, a seguito del consolidamento hanno raggiunto un valore di 0.283, ben al di sopra della soglia di sicurezza di 0.19. Queste analisi confermano che il progetto non solo ripara i danni, ma trasforma un edificio estremamente vulnerabile in una struttura sicura e capace di resistere a futuri eventi sismici, garantendone la conservazione.