Borgo di Roccapipirozzi – Sesto Campano (IS)

Roccapipirozzi è il cuore di un sogno che custodisce la bellezza autentica del Molise. Un borgo senza tempo dove storia, natura e tradizione si incontrano.
DOV’ERA
Per la prima volta nel 1613, appare tra le cartografie del regno di Napoli la fortezza di “Rocca peperocza”, un importante presidio militare per difendere il Molise da invasioni della Campania e del Lazio. La figurazione generale dei contorni dell’Italia meridionale peninsulare appare di gran lunga migliore che in qualunque altra carta precedente: le province del Regno sono straordinariamente fedeli; Gli autori non ricalcano carte di rilevatori precedenti, più o meno corrette. Essi si rifanno, oltre che a rilevazioni de visu, anche a materiale manoscritto posseduto dal governo napoletano, quali carte o disegni parziali dei singoli territori, di zone costiere, di luoghi fortificati, risalente alla ricca cartografia aragonese tutt’ora conservata in sparuti frammenti, ma probabilmente ancora presente ai loro tempi.






COM’ERA
Roccapipirozzi era un borgo vibrante nel cuore del Molise, dove quasi 800 anime vivevano immerse tra le colline verdeggianti. La vita si snodava attorno alla Chiesa di San Michele, mentre la torre di una fortificazione risalente al XIV secolo dominava il panorama, oggi silente e in disuso. Gli abitanti, autosufficienti, traevano sostentamento dall’agricoltura e dall’allevamento, vivendo in armonia con la terra. Con il passare del tempo, però, il borgo ha cominciato a spopolarsi e a svuotarsi, lasciando che la natura riprendesse i suoi spazi e avvolgesse le antiche pietre in un manto di verde silenzio.
Tra le stradine di pietra, Roccapipirozzi
riposa come un antico libro aperto al
vento. Le sue pagine, sfiorate dal tempo,
raccontano storie di coraggio e di vita,
scritte dalle mani di coloro che hanno
fatto di questo borgo la loro casa. Ora,
tra le sue mura, si aggirano solo poche
anime, sagge custodi del passato, che
con ogni respiro intrecciano la propria
storia con quella del borgo. I loro
occhi, riflettono la saggezza dei secoli,
e nelle loro rughe si celano i segreti di
un tempo dimenticato.


DOV’È
Ci troviamo ai confini con il Lazio e la Campania. Proprio qui, dove il Molise incontra i suoi confini, si nasconde il piccolo borgo di Roccapipirozzi.
Arroccato sulle cime di un’altura nella valle fra i monti Cesima, Calvello e Sambucaro, il borgo medievale di Roccapipirozzi è uno dei più antichi del Molise.


COME SARÀ
La planimetria, con la sua precisa eleganza, svela un progetto unitario per trasformare Roccapipirozzi in un albergo diffuso. Ogni abitazione, restaurata con cura e rispetto per la tradizione, riacquisterà il nome della famiglia che un tempo vi dimorava, tessendo un arazzo di memoria storica e comunitaria. Questo intervento architettonico non solo valorizza le strutture esistenti, ma anche rinvigorisce l’anima del borgo, dove ogni vicolo e ogni pietra raccontano storie antiche, ora pronte a rinascere e accogliere nuovi visitatori sotto lo stesso cielo che ha visto generazioni passate.



Casa Giulianelli
l caso Giulianelli mostra in pianta lo stato di fatto prima dell’inizio dei lavori di restauro, evidenziando come gran parte dell’edificio fosse crollata. Tuttavia, rimangono ancora visibili le tracce dei muri perimetrali e interni che delineano la struttura originale. L’edificio si estende su quattro livelli, coprendo una superficie complessiva di circa 1600 mq, testimonianza della sua imponenza. Un elemento architettonico particolarmente significativo è l’arco all’ultimo piano, che collega Casa Giulianelli al vicino Frantoio, sottolineando il legame storico e strutturale tra i due edifici.



Casa Di Santo
l caso Giulianelli mostra in pianta lo stato di fatto prima dell’inizio dei lavori di restauro, evidenziando come gran parte dell’edificio fosse crollata. Tuttavia, rimangono ancora visibili le tracce dei muri perimetrali e interni che delineano la struttura originale. L’edificio si estende su quattro livelli, coprendo una superficie complessiva di circa 1600 mq, testimonianza della sua imponenza. Un elemento architettonico particolarmente significativo è l’arco all’ultimo piano, che collega Casa Giulianelli al vicino Frantoio, sottolineando il legame storico e strutturale tra i due edifici.

INTERNI









INFRASTRUTTURE
È stata riprogettata tutta la pavimentazione del borgo, utilizzando una combinazione di pietra locale e acciaio corten per creare giochi a terra dalle forme circolari che, in pianta, richiamano la struttura della torre medievale, anch’essa di forma circolare. Questo disegno architettonico ha dato vita a una serie di piccole piazzette all’interno del borgo, tutte collegate da cordonate e rampe con leggere inclinazioni, garantendo così una piena accessibilità anche alle persone con disabilità, in un equilibrio tra tradizione, modernità e inclusività.





Questa tavola illustra il progetto delle
infrastrutture di accesso e percorrenza
del borgo. La planimetria evidenzia gli
interventi su viabilità, piazze e nodi
strategici, con l’obiettivo di migliorare
la fruizione pubblica, l’accessibilità e
l’integrazione paesaggistica. Il disegno
guida una nuova lettura del tessuto
urbano, con particolare attenzione alla
connessione tra spazi pubblici, accessi
veicolari e percorsi pedonali.












3M
MATERIA – MANI – MODALITÀ

“Materia” si riferisce ai materiali tradizionali e innovativi selezionati con cura per rispettare l’integrità storica del borgo. Ogni dettaglio è stato curato con la massima attenzione, a partire dalla scelta dei materiali. I conci sono stati selezionati con precisione e numerati per garantire la perfetta ricostruzione degli archi.
“Mani” celebra l’abilità e la dedizione degli operai che, con gesti esperti e passione, hanno saputo ridare vita a ogni pietra e dettaglio architettonico.Le mani dell’operaio adagiano con attenzione le pietre, selezionate con cura, dando vita a una muratura che rievoca la tradizione e la maestria artigiana, ricostruendo con precisione la solidità e l’autenticità dell’edificio.


“Modalità” descrive le tecniche e i metodi moderni adottati, che si integrano armoniosamente con le pratiche tradizionali, garantendo un restauro che fonde passato e presente in un’opera di bellezza e durata senza tempo. La foto cattura la muratura finita di Casa Peluso. Questo risultato rappresenta il culmine del percorso “Materia, Mani, Modalità”: la scelta accurata dei materiali, l’abilità artigianale e le innovative tecniche si fondono per restituire nuova vita a un patrimonio storico.
MAESTRANZE
Le maestranze che con mani sapienti hanno trasformato visioni in materia,
a chi ha portato idee, pazienza, energia.







GRAZIE
A chi ha custodito la memoria,
a chi ha vissuto tra queste pietre,
a chi ha creduto che la bellezza meritasse una seconda possibilità.
Grazie alla comunità di Roccapipirozzi,
alle maestranze che con mani sapienti hanno trasformato visioni in materia,
a chi ha portato idee, pazienza, energia.
Questo progetto è il frutto di molte forze che si intrecciano:
la storia, il lavoro, la tecnica, l’immaginazione.
A tutti, il nostro più profondo riconoscimento.
Che questo intervento sia l’esempio concreto che ogni borgo,
ovunque esso sia,
può RINASCERE.
Con cura,
visione e rispetto,
tutto si può ricostruire.
Roccapipirozzi lo dimostra
COM’ERA – COM’È