Restauro e conservazione del centro storico – Casentino (AQ)
Sfide tecniche e protezione iniziale
Il processo di recupero nel borgo di Casentino, frazione di Sant’Eusanio Forconese, ha rappresentato una sfida tecnica notevole a causa della fragilità intrinseca delle sue strutture medievali e rinascimentali. Subito dopo il sisma del 2009, la fase iniziale si è concentrata esclusivamente sulla protezione del patrimonio tramite puntellamenti complessi e cerchiature metalliche provvisorie, volte a scongiurare il crollo definitivo delle facciate rimaste in bilico.
Restauro filologico e tecnica dello scuci-cuci
L’opera di ricostruzione a Casentino non si è limitata a una mera riparazione dei danni strutturali, ma si è configurata come un vero e proprio laboratorio di restauro filologico applicato alla sicurezza sismica moderna. L’adozione della tecnica dello scuci-cuci, pur essendo un intervento artigianale di estrema lentezza, ha garantito il mantenimento del comportamento elastico delle murature in pietra calcarea, tipiche dell’area forconese, evitando l’irrigidimento eccessivo che spesso porta a nuove lesioni durante le scosse di assestamento. Questo minuzioso lavoro di sostituzione ha permesso di preservare l’eterogeneità cromatica del borgo, assicurando che le nuove integrazioni diventassero nel tempo indistinguibili dal tessuto storico preesistente

Consolidamento strutturale
Oltre al consolidamento delle pareti, una parte cruciale della strategia di intervento ha riguardato il comportamento d’insieme degli aggregati edilizi. Invece di isolare i singoli edifici, i progettisti hanno operato sulla creazione di “scatole murarie” coerenti. L’uso di catene e tiranti, visibili solo attraverso i capochiave esterni, ha permesso di contrastare le spinte orizzontali e di assicurare un efficace collegamento tra i solai e le pareti portanti. Questa scelta tecnica si è rivelata fondamentale per superare il limite delle costruzioni storiche abruzzesi, spesso caratterizzate da una scarsa connessione tra gli elementi strutturali verticali e quelli orizzontali.
Innovazione nelle coperture
Un elemento di discontinuità rispetto alle pratiche del passato è stato il radicale ripensamento delle coperture. La rimozione dei tetti in cemento armato, troppo rigidi e pesanti per le murature storiche, ha segnato il ritorno a sistemi di copertura spingenti ma leggeri, realizzati con capriate in legno. Questi nuovi tetti agiscono ora in sinergia con la struttura sottostante, distribuendo i carichi in modo uniforme e riducendo l’inerzia durante il moto tellurico. L’utilizzo di malte di calce naturale al posto del cemento ha inoltre favorito la traspirabilità delle pareti, prevenendo fenomeni di degrado chimico-fisico e garantendo una maggiore longevità alle finiture esterne.





Risultato finale
Il risultato finale è un borgo che, pur nascondendo un’anima tecnologica all’avanguardia, mantiene intatta l’atmosfera sospesa e la dignità architettonica che lo caratterizzavano prima della tragedia del 2009.
