Palazzo delle Poste – L’Aquila (AQ)

Condizioni Iniziali

Il Palazzo delle Poste, situato in Piazza Duomo a L’Aquila, è un edificio storico vincolato che si sviluppa su quattro piani per una superficie lorda coperta complessiva di oltre 4.600 metri quadri. A seguito del sisma del 2009, la struttura ha riportato danni severi che ne hanno deter- minato l’inagibilità con esito ”E”, evidenziando criticità significative soprattutto sulle murature portanti. Dalle analisi effettuate in fase conoscitiva è emerso un quadro fessurativo classificato come ”gravissimo” ed esteso su oltre due terzi delle strutture verticali, accompagnato da danni di media entità sulle scale e più lievi sulle coperture. L’edificio presentava un indice di sicurezza sismica estremamente ridotto, caratterizzato da un indicatore di rischio di partenza pari a soli 0,147, ben al di sotto degli standard di sicurezza richiesti.

Obiettivi di progetto

L’intervento è stato concepito come un’opera di risanamento conservativo e ripristino funziona- le, con l’intento primario di sanare i danni subiti e contestualmente ottenere un miglioramento sismico della struttura. L’obiettivo tecnico fondamentale perseguito dai progettisti è stato quel- lo di conferire all’edificio un comportamento globale ”a scatola”, caratteristica essenziale per assorbire efficacemente le azioni dinamiche ed evitare concentrazioni di tensioni localizzate o flessioni ortogonali dannose per i setti murari. Parallelamente, il progetto ha puntato al ne- cessario consolidamento delle murature esistenti per restituire loro le adeguate caratteristiche meccaniche di resistenza, operando nel rispetto dei vincoli storici del bene.

Soluzioni adottate

Per quanto riguarda le opere strutturali, la strategia si è concentrata prevalentemente sul rinforzo delle murature portanti attraverso diverse tecniche integrate. Si è proceduto con la tecnica del ”cuci e scuci” per risanare le parti maggiormente lesionate sostituendo gli elementi danneg- giati con pietrame, e con l’iniezione di malte cementizie per consolidare i setti in muratura a sacco e colmare i vuoti interni che indebolivano la struttura. Sulle pareti risultate carenti alla verifica sismica è stata applicata una rete di rinforzo in fibra di vetro (FRP) su entrambi i lati, connessa trasversalmente tramite fiocchi anch’essi in fibra e rifinita con malta a base di calce a reattività pozzolanica, conferendo così alla muratura anche resistenza a trazione. Al contra- rio, le fondazioni e le coperture non hanno richiesto adeguamenti strutturali pesanti essendo in buono stato di conservazione, limitando gli interventi sugli orizzontamenti al ripristino di un controsoffitto ligneo e alle finiture generali come intonaci, pavimenti e infissi.

Risultati

L’insieme degli interventi realizzati ha permesso di raggiungere un incremento sostanziale della sicurezza dell’edificio, portando l’indicatore di rischio sismico dal valore iniziale di 0,147 a un valore finale di 0,620. Questo miglioramento certifica il passaggio da una condizione di grave vulnerabilità a un livello di capacità idoneo a sostenere le azioni sismiche previste, garantendo il riutilizzo dell’immobile in sicurezza. Il costo complessivo stimato per l’operazione, comprensivo di spese tecniche e lavorazioni di riparazione e rinforzo, ammonta a circa 2,9 milioni di euro, cifra necessaria per restituire alla città un bene storico pienamente recuperato nella sua funzionalità e stabilità.