Palazzo Burri Gatti – L’Aquila (AQ)

Area di intervento

Situato nel cuore del centro storico dell’Aquila, Il progetto riguarda il restauro e il miglioramento sismico del Palazzo Burri-Gatti. L’edificio, identificato come Consorzio ”Cavalieri di Malta”, si posiziona tra Corso Vittorio Emanuele e Via Poggio Picenze. Si tratta di un aggregato storico di pregio, caratterizzato da una struttura multipiano che integra spazi residenziali, uffici e attività commerciali, inserito nella Zona A del capoluogo.

Storia

Palazzo Burri Gatti, situato lungo il corso Vittorio Emanuele, rappresenta una significativa testimonianza della storia architettonica e nobiliare dell’Aquila. La sua edificazione risale alla seconda metà del XV secolo, ma l’aspetto attuale è il risultato di un’affascinante stratificazione di interventi succedutisi nel tempo. Emblema dell’eleganza signorile tra Settecento e Ottocento, il palazzo conserva arredi, decorazioni e opere d’arte che ne raccontano il prestigioso passato.

L’impianto quattrocentesco del palazzo è ancora leggibile in alcuni elementi, come il pregevole portale d’ingresso, sebbene anch’esso rimaneggiato nel Settecento. Le trasformazioni più significative avvennero a seguito del devastante terremoto del 1703, che impose un’ampia ristrutturazione secondo il gusto dell’epoca. Già nel XVI secolo l’edificio aveva subito un primo ampliamento.

Elemento di spicco è l’androne che conduce alla corte quadrata centrale, vero cuore del palazzo. Due lati sono caratterizzati da un elegante porticato con colonne a fusto liscio e capitelli corinzi, mentre gli altri due sono dominati dall’imponente scalone monumentale che sale al piano superiore, una soluzione architettonica distintiva presente anche in altre di- more aquilane del periodo.

L’accesso alla scala è impreziosito da un portale in stile durazzesco. Al piano nobile si apre un’ampia loggia con colonne dello stesso ordine di quelle del cortile, che originariamente sostenevano una tettoia in legno. Gravemente lesionato dal terremoto dell’Aquila del 2009, che ne ha compromesso le strutture portanti rendendolo inagibile, Palazzo Burri Gatti è stato oggetto di un attento lavoro di restauro a partire dal 2012. Grazie a questi interventi, il palazzo è stato restituito al suo antico splendore e riaperto al pubblico nel 2015.

Condizioni Iniziali

L’intervento riguarda un aggregato di edifici situati nel centro storico de L’Aquila, che hanno subito gravi danni a seguito degli eventi sismici del 6 aprile 2009, tanto da renderli inagibili. Questi immobili, caratterizzati da piante irregolari, sono costituiti da una struttura portante in muratura di pietra a doppio paramento senza adeguati collegamenti, che si sviluppa fino a tre livelli. A seguito del sisma, le facciate presentano un quadro fessurativo molto esteso, con le- sioni che indicano un principio di ribaltamento, in particolare su Corso Vittorio Emanuele II. Sebbene fossero già presenti dei tiranti, questi non sono stati sufficienti a proteggere la strut- tura durante il terremoto. All’interno si sono verificati crolli di volte, solai e murature. L’analisi strutturale ha confermato la vulnerabilità della parete più a rischio, evidenziando un meccanismo di ribaltamento con un coefficiente di sicurezza minimo di 0.900, insufficiente a garantirne la stabilità.

Post sisma

L’intervento si colloca nel complesso quadro della ricostruzione post-sisma, seguendo le disposizioni tecniche e architettoniche previste per la Zona A. L’obiettivo principale è stato il ripristino strutturale dell’edificio attraverso opere di miglioramento sismico. Il lavoro ha puntato a ristabilire la sicurezza statica del complesso, garantendo al contempo la conservazione dei volumi originali e delle caratteristiche tipologiche preesistenti.

Puntellamenti

La fase esecutiva ha previsto un’attenta gestione della sicurezza tramite opere di puntellamento e messa in sicurezza delle murature. Un passaggio chiave è stato l’intervento sui cortili interni rivolti verso Via Poggio Picenze, dove si è scelto di eliminare le superfetazioni incongrue accumulate nel tempo. Questa operazione di pulizia architettonica ha permesso di valorizzare nuovamente i profili originari dell’edificio e di liberare gli spazi aperti della struttura.

Obiettivi di progetto

L’obiettivo primario del progetto è la messa in sicurezza dell’intero blocco di edifici al fine di eliminare ogni pericolo per l’incolumità pubblica e privata, nonché per le maestranze che opereranno in cantiere. Gli scopi specifici consistono nell’impedire il ribaltamento delle pareti perimetrali, sostenere le strutture orizzontali interne lesionate come volte e solai, e mettere in sicurezza le coperture per prevenire la caduta di detriti sulla pubblica via. L’intervento mira a garantire la stabilità temporanea delle strutture in attesa dei lavori definitivi di consolidamento e restauro.

Soluzioni adottate

Per raggiungere gli obiettivi prefissati, il progetto prevede una serie di interventi coordinati. Inizialmente, si procederà con un’attenta ispezione delle facciate e delle coperture per rimuovere tutti gli elementi pericolanti. Successivamente, per contrastare il rischio di ribaltamento, verrà applicato un sistema di tiranti che abbraccia l’intero aggregato. Sulle facciate più critiche saranno installate delle cerchiature a ogni livello, composte da coppie di putrelle UPN 140 collegate da tiranti passanti attraverso le aperture e ancorate ai maschi murari interni. All’interno, le volte e i solai più danneggiati saranno sostenuti da un sistema di puntellamento a tubo giunto, mentre per le situazioni meno gravi si utilizzeranno puntelli regolabili in altezza. Le aperture danneggiate verranno consolidate con strutture in legno a croce. Infine, si procederà alla ripa- razione del manto di copertura per evitare la caduta di materiali. Tutte le operazioni saranno supportate da adeguate opere provvisionali, come ponteggi realizzati a norma per garantire la massima sicurezza in cantiere.

Risultati

L’applicazione delle soluzioni progettuali migliora in modo significativo la stabilità dell’edificio. L’analisi di calcolo dimostra che l’installazione di tiranti capaci di esercitare una forza di 5000 kg per ogni piano è in grado di bloccare il cinematismo di ribaltamento della parete. Grazie a questo intervento, il coefficiente di sicurezza per il meccanismo di collasso più critico aumenta notevolmente, passando da un valore iniziale di 0.900 a un nuovo valore di 1.559. Questo risultato indica che la struttura, una volta messa in sicurezza, potrà resistere alle azioni sismiche previste dalla normativa con un adeguato margine di sicurezza. Inoltre, le funi in acciaio scelte per i tiranti possiedono un carico di rottura di gran lunga superiore alle sollecitazioni richieste, garantendo l’efficacia e l’affidabilità dell’intervento.

Gli impianti sono stati completamente rinnovati, includendo sistemi di riscaldamento radiante e soluzioni elettriche all’avanguardia, sempre nel rigoroso rispetto dei vincoli e dell’aspetto pre-sisma delle facciate.

Il restauro integra moderni standard di vivibilità in un contesto di particolare valore storico e artistico. Tra gli interventi di rilievo figurano il restauro degli elementi architettonici di pregio e l’abbattimento delle barriere architettoniche