Monastero di Santa Lucia – Trevi (PG)

Introduzione al sito e storia del complesso

Il Monastero Benedettino di Santa Lucia sorge maestoso nel centro storico di Trevi, adagiato sulle propaggini del Monte Serano e protetto dalle mura medievali. La sua fondazione risale al 30 luglio 1344, ad opera di Nardolo d’Accursuccio, che destinò il sito alla moglie Lucia e alle figlie per il ritiro sotto la regola benedettina. Il complesso si è evoluto nei secoli: la piazza antistante fu sistemata nel 1586, mentre la chiesa attuale è una ricostruzione del 1635. Tra le aggiunte di rilievo storico si annovera il grande refettorio del 1733, che conserva ancora oggi un’austera semplicità benedettina. Sottoposto a tutela monumentale, il monastero domina la vallata sottostante e costituisce un caposaldo dell’identità architettonica e spirituale del territorio.

Condizioni Iniziali

Prima dell’intervento, l’edificio presentava gravi vulnerabilità statiche, accentuate drasticamente dagli eventi sismici del 1997 e da precedenti scosse (1979 e 1984). La mancanza di sistemi di irrigidimento e incatenamento delle murature in pietra a sacco aveva provocato estese fessurazioni e distacchi. Le criticità erano particolarmente evidenti sul fronte sud, dove si registravano vistosi fenomeni di fuoripiombo e dissesti nei muri di contenimento. Molti locali vitali — tra cui cucine, laboratori e depositi — erano stati dichiarati inagibili, compromettendo seriamente la continuità della vita monastica e la sicurezza degli occupanti.

Obiettivi di progetto

L’obiettivo centrale del progetto generale è stato restituire piena agibilità e funzionalità all’intero organismo monastico. Con il Primo Lotto di interventi, la priorità è stata data alla messa in sicurezza sismica secondo le normative vigenti e al ripristino strutturale delle aree più gravemente danneggiate. Il progetto ha mirato a coniugare le esigenze di consolidamento con la salvaguardia dei pregiati elementi architettonici (volte a vela, portali e arredi storici), migliorando contemporaneamente la distribuzione funzionale interna per una gestione più efficiente degli spazi comunitari.

Soluzioni adottate

Le soluzioni tecniche hanno previsto un approccio integrato di rinforzo e restauro. Si è proceduto alla risarcitura delle lesioni murarie con la tecnica del ”cuci-scuci” e all’installazione di nuove tirantature e ancoraggi perimetrali per assicurare un comportamento d’insieme dell’edificio. Sono stati consolidati i solai e le volte, insieme al rifacimento del tetto di copertura e all’impermeabilizzazione dei terrazzi.

Risultati

Queste operazioni hanno permesso il risanamento statico della porzione più degradata del complesso, garantendo la stabilità dei prospetti e ripristinando la funzionalità dei laboratori e dei locali di servizio, assicurando così un futuro sicuro a questo insigne monumento.