Convento dei frati minori Cappuccini – Sant’Elia a Pianisi (CB)
Inquadramento storico
Il Convento di Sant’Elia a Pianisi, situato in una suggestiva cornice collinare del Molise, affonda le sue radici nel 1604, anno in cui Padre Lorenzo da Brindisi ne promosse la fondazione. La costruzione fu sostenuta economicamente dal Comune e la prima pietra venne posta il 4 ottobre, dedicando così la struttura a San Francesco d’Assisi.
Sebbene il complesso sia stato ultimato nel 1631 e la chiesa consacrata nel 1690, l’immobile ha subìto importanti trasformazioni nel corso del XX secolo, venendo ampliato negli anni ’50 per ospitare un Seminario Serafico.
Condizioni iniziali e stato di danno
Prima degli interventi, il complesso presentava gravi criticità strutturali causate sia dal sisma
del 31 ottobre 2002, sia da precedenti manomissioni architettoniche. L’integrità dell’edificio era
compromessa da vistose fessurazioni nelle murature in pietra e lesioni nelle volte, aggravate
da cedimenti delle fondazioni lungo Via Padre Pio.
Inoltre, le pesanti sopraelevazioni realizzate negli anni ’50 in laterizio forato avevano sovraccaricato
la struttura originaria, mentre la demolizione di alcuni muri portanti interni ne aveva
minato ulteriormente la stabilità.



Obiettivi di progetto
L’intervento di consolidamento e restauro è stato concepito con la priorità di garantire la sicurezza
statica e il ripristino dell’agibilità del manufatto nel pieno rispetto delle normative sismiche vigenti. Il progetto ha mirato non solo alla riparazione dei danni, ma anche al recupero dell’identità storica e artistica del convento, salvaguardandone gli elementi architettonici peculiari. Un obiettivo centrale è stato la trasformazione di parte del complesso in un polo museale per conservare la memoria storica dei frati e di Padre Pio.
Soluzioni adottate
Le scelte progettuali si sono orientate verso un equilibrio tra demolizioni strategiche e avanzate tecniche di consolidamento. L’intervento ha previsto anzitutto un alleggerimento dei carichi strutturali: i livelli superiori, risalenti agli anni ’50, sono stati rimossi e sostituiti da una nuova copertura, molto più leggera, realizzata in legno lamellare.
Per quanto riguarda le opere murarie, il rinforzo è stato ottenuto combinando la tradizionale tecnica del “scuci-cuci” con iniezioni di miscele a bassa pressione e l’applicazione di fibre di carbonio. Infine, per arrestare i cedimenti riscontrati lungo il perimetro della Chiesa, si è intervenuti sulle fondazioni realizzando un cordolo di collegamento su micropali .


























Risultati e valorizzazione museale
Il completamento dei lavori ha restituito l’abitabilità all’intero complesso, ora caratterizzato da un percorso museale che si snoda su tre livelli. I visitatori possono accedere ad ambienti di alto valore spirituale rimasti intatti, come le celle di Padre Pio e di Padre Raffaele, la vecchia stalla e la cantina.
Gli interventi hanno valorizzato anche gli spazi esterni e il giardino, trasformandoli in aree espositive all’aperto che celebrano la vita missionaria del Santo di Pietrelcina e la tradizione dei frati cappuccini.





