Monastero di S. Benedetto al Subasio – Assisi (PG)

Storia
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Condizioni Iniziali
Il Monastero Benedettino di S. Benedetto al Subasio, in Assisi, è un complesso di notevole pregio storico e architettonico, con origini che risalgono al VI secolo e con testimonianze architettoniche romaniche di altissimo valore (come la Cripta Triastila e la Cripta Cruci- forme). A seguito dei gravi eventi sismici del 26 settembre 1997, il complesso ha subito notevoli danneggiamenti, tra cui vistose fessurazioni e distacchi di materiale estese sia ai solai che alle murature, dovute principalmente alla mancanza di idonei sistemi di irrigidi- mento e incatenamento delle scatole murarie. Tale situazione ha determinato l’inagibilità e l’evacuazione del complesso da parte della Comunità religiosa, rendendo necessario l’in- tervento della Soprintendenza con opere di somma urgenza (soprattutto nella parte della vecchia Abbazia).

Obiettivi di progetto
Il progetto generale di Consolidamento statico e Restauro Conservativo ha un duplice obiettivo primario. Il primo è il Ripristino Statico e l’Agibilità del complesso: si intende ripristinare staticamente il manufatto, consolidandone le strutture per renderlo nuova- mente agibile e abitabile dopo l’evacuazione. Il secondo obiettivo riguarda il Restauro Conservativo e il Miglioramento Estetico: si cerca di migliorare l’aspetto dell’intero com- plesso monastico, restituendo alle singole parti l’antico splendore. Questo Primo Stralcio, in particolare, si concentra sull’intervenire esclusivamente sulle problematiche derivanti dagli eventi sismici e su situazioni che, pur non essendo direttamente causate dalle cala- mità naturali (come le infiltrazioni dai piazzali), rischiano di compromettere notevolmente la conservazione di un manufatto di inestimabile valore.
Soluzioni adottate
Le scelte progettuali si basano sul criterio di salvaguardare integralmente gli elementi ar- chitettonici peculiari, adottando tecniche conservative e di miglioramento statico secondo la normativa vigente per le zone sismiche. Per quanto riguarda le murature perimetrali e portanti (quelle interessate da cedimenti e con azione di controventatura), si prevede il consolidamento mediante iniezioni di malta di calce idraulica e la ripresa delle lesioni con la tecnica del ”cuci-scuci”. Parallelamente, gli interventi di consolidamento delle volte consisteranno nella sigillatura delle lesioni dall’estradosso e nella rincocciatura dei giunti, seguendo il principio di conservazione dell’equilibrio strutturale. Per quanto concerne gli interventi specifici per livello, si procederà al consolidamento murario e delle volte al Primo e Secondo Livello (Cripte e aree sottostanti), con particolare cura per i resti dell’antico pavi- mento della Cripta Triastila e la realizzazione di un drenaggio lungo la parete controterra dell’Antico Dormitorio. Al Terzo Livello (Dormitorio), è prevista la realizzazione di un nuovo tetto con travi di legno e un cordolo sommitale in profilato UPN 180 ancorato alla mura- tura perimetrale, al fine di garantire un irrigidimento efficace contro le azioni sismiche. Infine, gli interventi esterni includono lo smantellamento dei piazzali esterni, attualmente dissestati e causa di infiltrazioni, per procedere con un’opportuna impermeabilizzazione e la successiva ricopertura con pavimentazione in pietra squadrata. Tutti i prospetti non precedentemente restaurati dalla Soprintendenza saranno ripristinati mediante stilatura della muratura.

Cantiere








Risultati
Il progetto mira, in primo luogo, al ripristino della piena funzionalità e sicurezza strutturale del Monastero di S. Benedetto, concentrandosi sulle parti più danneggiate o compromes- se dagli eventi sismici e dalle infiltrazioni. L’adozione di tecniche di restauro conservativo, come il ”cuci-scuci” e l’uso di malte di calce idraulica, garantisce il miglioramento sismico salvaguardando integralmente il pregio storico e architettonico del complesso. L’imple- mentazione del nuovo cordolo in UPN 180 sul Dormitorio e l’impermeabilizzazione dei piazzali sono elementi chiave per la stabilizzazione a lungo termine. Il risultato atteso è la restituzione del complesso monastico alla Comunità religiosa in uno stato di piena agibi- lità, conservazione e sicurezza strutturale, restituendo all’Abbazia il suo antico splendore.
