Complesso di S. Onofrio – Casacalenda (CB)

Storia

Il Convento di Sant’Onofrio a Casacalenda fu edificato nel 1407 come luogo di ritiro per frati dediti alla vita contemplativa. Fondato dal Beato Giovanni da Stroncone, il nucleo originario era un unico blocco adiacente alla chiesa. Nel 1594 passò dai Frati Osservanti ai Frati Minori Riformati, che lo gestirono fino alla soppressione statale del 1866. Acquistato dal comune di Casacalenda nel 1883, fu lasciato in rovina fino a quando non fu restaurato grazie a padre Anselmo da Sassinoro, al medico Francesco Nardacchione e a padre Benedetto Spina.

Il complesso è caratterizzato da un ampio chiostro interno di forma quadrata con un pozzo al centro, su cui si affacciano vari ambienti come la cucina e il refettorio, mentre le celle si trovano ai piani superiori. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il convento è stato restaurato e ampliato. Negli anni ‘60 è stata aggiunta una nuova ala per l’accoglienza di gruppi ecclesiali. È stato casa di noviziato in vari periodi, l’ultimo dei quali è iniziato nel 1991 dopo un restauro completo negli anni ‘90.

Condizioni Iniziali

L’intero complesso monastico è stato seriamente danneggiato dagli eventi sismici del 31 ottobre 2002 e dalle scosse successive. A causa di questi danni, la struttura è stata dichiarata inagibile, portando al conseguente abbandono da parte dei frati che ne curavano la funzionalità. Nel periodo post-sisma, il convento S. Onofrio è stato individuato dal comune di Casacalenda come ES n. 190 e classificato come “classe A” nelle tipologie definite dallo stesso comune.

Oltre ai danni strutturali generali, le opere d’arte versavano in condizioni critiche. Gli affreschi presenti nel chiostro si trovavano in condizioni di estrema precarietà , con evidenti distacchi di sottofondo e, in alcuni casi, la perdita della maggior parte della pellicola pittorica. Questi dipinti, peraltro, non erano gli originali (dei quali non rimane traccia ), ma il risultato di sovrapposizioni di colori applicate da mani poco esperte nel maldestro tentativo di preservare i dipinti.

PROSPETTO “A” Scala 1:100

Obiettivi di progetto

Il progetto si pone i due obiettivi principali di salvaguardare il bene monumentale e di permetterne il completo riutilizzo funzionale. Per raggiungere questi scopi, gli interventi mirano innanzitutto a completare i lavori per rendere agibile l’intera struttura, inclusa la nuova ala degli anni ‘60. Su quest’ultima verrà eseguito un miglioramento sismico con la creazione di muri di spina. Saranno inoltre eliminate le barriere architettoniche per garantire l’accessibilità ai piani superiori, e si procederà al risanamento igienico-sanitario, al completamento delle finiture, degli impianti e della sistemazione esterna. Infine, è previsto il restauro delle opere d’arte danneggiate, in particolare i dipinti murali del chiostro.

Soluzioni adottate

Il progetto di riqualificazione del monastero è stato articolato in due fasi principali. La prima, già portata a termine, si è concentrata sul consolidamento strutturale e sull’adeguamento sismico del corpo medievale: sono state rinforzate fondazioni, volte e murature, è stata rifatta interamente la copertura ed è stato consolidato il porticato mediante l’installazione di catene, completando l’intervento con la realizzazione degli impianti e delle finiture essenziali come intonaci e tinteggiature. I lavori di completamento previsti, invece, si focalizzeranno sull’ala nuova e sulle finiture di dettaglio. Questi includono un ulteriore miglioramento sismico tramite la creazione di muri di spina e l’installazione di un ascensore elettrico a tre fermate per garantire la piena accessibilità. Si procederà poi con le opere interne, come la sostituzione degli infissi, il rifacimento dei bagni e le tinteggiature, e con quelle esterne, che prevedono la pulizia delle facciate e il consolidamento dei muri del giardino. Un intervento di particolare pregio riguarderà il restauro dei dipinti murali del chiostro, mentre le aree esterne saranno completamente risistemate con una nuova pavimentazione, la realizzazione della rete fognaria, la sistemazione del pozzo e l’installazione di un nuovo cancello

Risultati

Gli interventi di consolidamento hanno portato a un significativo miglioramento della sicurezza strutturale della chiesa. Le verifiche statiche e sismiche post-operam dimostrano, infatti, un netto incremento dei coefficienti di sicurezza, passati da valori iniziali molto bassi (compresi tra 0.3 e 0.6) a nuovi valori ampiamente superiori all’unità (compresi tra 1.0 e 1.8). Questo ha permesso una riduzione drastica della vulnerabilità dell’edificio rispetto ai meccanismi di collasso precedentemente individuati, come i ribaltamenti delle facciate e i problemi legati all’arco del tiburio. L’intervento ha così restituito la piena funzionalità e sicurezza all’edificio, garantendo un consolidamento duraturo e operando nel pieno rispetto del carattere storico-monumentale della struttura