Castello Pandone – Cerro al Volturno (IS)

Inquadramento storico e territoriale
Il Castello Pandone di Cerro al Volturno sorge in una posizione dominante a circa 500 metri sul livello del mare, controllando strategicamente la valle nel punto di massima strozzatura. La struttura poggia sulla sommità di una conformazione rocciosa attorno alla quale si sono sviluppati storicamente i borghi circostanti. L’impianto originario, risalente al X secolo, era costituito da un recinto quadrangolare utilizzato come magazzino fortificato. Sebbene il terremoto del 1349 abbia danneggiato l’antico castrum, l’attuale conformazione è frutto dell’opera della famiglia Pandone di Venafro, che tra il XV e il XVI secolo inglobò le preesistenze, tra cui una chiesa medievale di cui restano visibili due monofore circolari nel cortile interno.



Descrizione architettonica e funzionale
La costruzione è realizzata interamente in muratura di pietrame calcareo e si sviluppa attorno a un cortile centrale, accessibile dal lato sud tramite una strada gradonata che conduce al portale d’ingresso in conci di pietra. L’impianto presenta tre torri a scarpa a pianta cilindrica nella parte superiore, originariamente dotate di coronamenti merlati, mentre una quarta torre è stata distrutta lasciando il posto a una semplice angolatura del palazzo. L’ala destra (est) è destinata a uso residenziale e ricettivo su tre livelli, includendo un piano seminterrato scavato nella roccia. L’ala opposta conserva la sua natura militare, caratterizzata da un camminamento di ronda che collega le torri per la sorveglianza degli ingressi.

Analisi strutturale e stato di conservazione
La struttura portante è formata da setti in pietra calcarea ortogonali con fondazioni continue innestate direttamente sulla roccia. Le pareti sono del tipo “a sacco” con doppio paramento in pietra a spacco, mentre i cantonali sono in pietra squadrata. Negli anni Ottanta e Novanta furono eseguiti lavori di consolidamento nell’ala destra, comprendenti iniezioni cementizie e rifacimento delle coperture in ferro. Al contrario, l’ala sinistra (ovest) versava in uno stato di degrado con rigonfiamenti murari e infiltrazioni d’acqua dovute al deterioramento delle guaine impermeabilizzanti.
Il progetto di restauro e il miglioramento sismico
L’attuale progetto di restauro e risanamento conservativo mira a un miglioramento sismico locale per restituire all’edificio un comportamento “a scatola”. Gli interventi principali includono la tecnica del “cuci e scuci” per risanare le lesioni con materiali originali recuperati e la ristilatura profonda dei giunti “a sottoquadro” con malta a base di calce. Si procede inoltre con il consolidamento delle murature tramite iniezioni a base di calce per saturare i vuoti interni e con la chiodatura armata dei filari di appoggio alla roccia laddove essa risulti erosa. I solai vengono rinforzati con solette armate e collegamenti metallici per garantire una ripartizione uniforme delle azioni sismiche.







Risultati
In corso d’opera è stata redatta una variante per valorizzare elementi storici emersi durante i lavori sul camminamento ovest, come porzioni di muratura originale e il vano di un’antica scala a pioli. Invece di abbassare totalmente la quota, si è scelto un ribasso parziale protetto da vetro stratificato calpestabile per mostrare la stratigrafia storica. Parallelamente, è prevista l’installazione di un impianto ascensore per l’abbattimento delle barriere architettoniche, che richiede uno scavo nella roccia sotto il muro di cinta e un tunnel di collegamento verso la corte interna. Questi risultati coniugano la sicurezza statica con la fruibilità moderna, assicurando che l’intervento non sia percettibile dall’esterno per non alterare i prospetti storici del castello.
