Arch. Rocco Peluso
Direttore Tecnico
Nato nel 1960, si laurea a Napoli presso l’Università “Federico II”. Specializzatosi nel recupero dei monumenti storici, ha sempre vissuto e lavorato seguendo una bussola interiore che non lascia spazio ad ambiguità: “i pioppi sono pioppi, le querce sono querce”. È una lezione di pazienza e resilienza che applica a ogni progetto: mentre i pioppi corrono per crescere subito ma restano fragili davanti alle tempeste, le querce accettano la lentezza del tempo per costruire radici profonde e diventare pilastri indistruttibili del paesaggio. Per Rocco, l’architettura è esattamente questo: la ricerca di una solidità che solo il tempo e la profondità del pensiero possono garantire.
“Nella mia esperienza professionale, ho avuto il privilegio di guidare progetti pilota che hanno segnato veri e propri punti di svolta, cambiando radicalmente il modo di intendere il costruire e il ricostruire. Ne sono un esempio il primo edificio privato in Italia realizzato su isolatori sismici a San Giuliano di Puglia e i progetti di consolidamento ad Assisi e Fabriano.
Questa stessa visione, che unisce innovazione tecnica a profonda sensibilità per il contesto, è alla base anche dei progetti più recenti. In particolare, con il progetto di Roccapipirozzi, siamo impegnati nel ridare nuova vita al borgo medievale attraverso la creazione di un albergo diffuso. Questo percorso ci ha permesso, ancora una volta, di comprendere come un’indagine approfondita sul tessuto sociale e sugli aspetti culturali sia un elemento imprescindibile del processo progettuale. Solo grazie a questa analisi siamo riusciti ad elaborare e capire alcune dinamiche specifiche della comunità trovando soluzioni progettuali, anche a livello architettonico, che fossero realmente in sintonia con il contesto e le sue esigenze.
Guardando al domani, la mia riflessione si volge inevitabilmente ai giovani professionisti che stanno iniziando oggi il loro percorso. Il futuro dell’architettura italiana risiede nella capacità delle nuove generazioni di non farsi abbagliare dalla velocità superficiale, ma di aspirare a essere “querce”. In Forconia, il nostro impegno quotidiano è seminare competenza e responsabilità affinché chi verrà dopo di noi sappia trattare il territorio con lo stesso amore scrupoloso per il dettaglio che abbiamo noi oggi. Ai giovani dico sempre di abbracciare l’innovazione e la sostenibilità, ma di farlo sempre con il rispetto profondo per le fondamenta che la storia ci ha consegnato, perché solo chi ha radici forti può fare grandi cose.“








